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Neviglie e i vini delle Langhe

VIAGGIO VIRTUALE TRA BARBARESCO, DOLCETTO E MOSCATO

Vicino a Neviglie si estende il territorio della Denominazione Controllata e Garantita Barbaresco, uno dei più celebrati vini delle Langhe, a cui si aggiungono il Moscato e il Dolcetto, due altre eccellenze di questo territorio. In questo articolo, proponiamo un possibile itinerario tra le cantine e i produttori della zona per chi vuole assaggiare queste delizie e approfondire la propria cultura enogastronomica

Tra i vini delle Langhe, Barbaresco e Barolo sono forse i due più prestigiosi, da sempre apprezzati dagli intenditori per il loro bouquet complesso e ben strutturato. Il

Barbaresco

, che prende nome dall’omonima località a qualche chilometro di distanza da Neviglie, si distingue per le tonalità più eleganti e delicate, ricche di fragranze floreali e minerali che persistono sul palato e i tannini non troppo forti. Alla base di entrambi c’è il vitigno

Nebbiolo

(100% secondo il disciplinare), una varietà con radici molto profonde (fino a 7 metri) e in grado di captare ogni principio ed elemento nutritivo del terreno.

Un fattore chiave per capire i vini delle Langhe è la particolare composizione dei suoli di questo territorio: si tratta, detto in parole semplici, di antichi fondali marini sollevati e corrugati con una miscela tra argille, arenarie e sedimenti. La presenza di magnesio e manganese nella zona specificatamente dedicata al Barbaresco contribuisce, ad esempio, alla creazione dei particolari profumi di questo vino.

A questo va aggiunto il clima, sempre adeguatamente soleggiato e con una buona piovosità che però non diventa mai eccessiva, evitando una eccessiva acidificazione dell’uva. Infine, si usa un unico vitigno, il nebbiolo, e non un miscuglio come nella maggior parte dei casi. In conclusione, i vini delle Langhe sono l’espressione, per dirla con la guida di Slow Food, della incredibile ricchezza di una sola varietà.

Le tecniche di cantina variano molto da produttore a produttore. Per ottenere un buon risultato, è necessario far fermentare per un periodo il vino in botte di legno, che può essere di tipo francese (la barrique) o in rovere di Slavonia. La lunghezza della fermentazione, il tipo di legno impiegato e la dimensione delle botti sono altri fattori che incidono sul gusto e sul bouquet del prodotto finale.

BARBARESCO, IL FRATELLO MINORE DEL BAROLO

La storia del Barbaresco è relativamente recente e comincia ufficialmente nel 1894 con la fondazione della Cantina Sociale Barbaresco da parte di Domizio Cavazza, direttore della Scuola Enologica di Alba. L’idea era di produrre un vino più elegante e leggermente meno tannico del Barolo, partendo però sempre dal vitigno Nebbiolo. Negli anni ’20 e ’30 si delimita la zona di produzione e si crea il consorzio di tutela; negli anni ’60, finalmente, arriverà il riconoscimento del Barbaresco come vino DOC (Denominazione di Origine Controllata).

Quale è stata l’accoglienza del pubblico e degli intenditori per questo nuovo vino? Il successo, sia nazionale che internazionale, non poteva mancare, al punto che oggi è considerato tra i più pregiati vini italiani. Le principali cru hanno cominciato ad essere elencate in etichetta già dal 1961, e nel 2007 è finito il lavoro di delimitazione del territorio.

Neive, circa a 2 km a nord della Locanda San Giorgio, ospita una delle vigne più famose delle Langhe, il cru Santo Stefano, con cui la cantina Giacosa ha prodotto negli anni alcune delle bottiglie di Barbaresco più pregiate. Altro cru celebre di Neive è quella della collina Gallina, da cui si ottengono dei Barbareschi particolarmente eleganti, come ad esempio quello dell’azienda Francone.

Treiso, piccolo borgo situato a 1 km e mezzo verso occidente da Neviglie, ha spesso prodotte uve molto ricercate. Tra i cru più conosciuti segnaliamo il Pajorè e il Rombone, reso famoso dalla cantina Bruno Nada, e il Casot, che genera vini molto strutturati.

Molte delle vigne più celebri si trovano, ovviamente, a Barbaresco (a circa 5 km dalla locanda Sant’Andrea). Cominciamo l’elenco con il cru Asili, imbottigliato dai Produttori Barbaresco, per seguire con La Martinenga, uno dei più famosi e attualmente di proprietà dell’azienda Cina Asinari di Grésy; infine il Rio Sordo, un cru che ha fatto la storia di questo vino.

MOSCATO, PIEMONTESE FIN DAL RINASCIMENTO

Neviglie rientra nel territorio di produzione del

Moscato d’Asti

, un vino aromatico dalle caratteristiche fragranze muschiate (il nome “moscato” viene dal latino “muscum”, muschio) con note di frutta gialla, fiori e salvia. Coltivato nella zona fin dal rinascimento, non va confuso con lo spumante omonimo, in quanto non fa schiuma. Si abbina sia ai dolci che ad alcuni piatti salati, soprattutto quelli speziati.

Storicamente il Moscato d’Asti ha origine nella zona di Canelli nel medioevo per poi diffondersi nel resto del territorio. Il riconoscimento di vino DOC è avvenuta nel 1967, quella di vino a denominazione controllata e garantita nel 1993.

Tra le cantine, Cascina Principe – Vacca, a Neive, è tra quelle consigliate dall’associazione dei Produttori Moscato. Fondata nel 1683, è una delle aziende più antiche della zona. L’azienda Bera di Neviglie vanta una lunga tradizione, mentre Roberto Garbarino, sempre a Neviglie, è una cantina di recente fondazione interamente dedicata alla produzione di Moscato e Spumante d’Alba.

DOLCETTO, IL VINO PER OGNI GIORNO

Tra i più celebri vini delle Langhe, è documentato fin dal ‘400.  Consumato ogni giorno come vino da pasto, era considerato così tipicamente piemontese che quando la Sardegna fu annessa al Piemonte furono piantate sull’isola alcuni vitigni di Dolcetto proprio a simboleggiarne la presa in possesso. Nonostante il nome (che ricorda l’aggettivo “dolce”, ma che invece viene da “dosset”, collinetta), è un vino secco rosso, con tannini moderati non molto acido. Ottimo vino a tutto pasto, si abbina a primi e secondi di carne, riso, pasta,  porcini, salumi e formaggi. La varietà vinificata a Neviglie è il Dolcetto d’Alba, con riconoscimento DOC dal 1974.

Tra le cantine di Neviglie dove degustare il Dolcetto ricordiamo Rapalino Vino, ottimamente recensita, in località Ronconuovo 17, l’azienda Bera, già citata, Roberto Sarotto, viticoltori fin dal ‘700 e presenti in numerose fiere ed eventi vinicoli, Cascina Baricchi, una azienda apprezzata e conosciuta anche all’estero.

IL BARBERA DELLE LANGHE, IL RE DELLE OSTERIE

Vino reso celebre dalle antiche osterie, il Barbera si è meritato perfino una poesia da parte di Giosuè Carducci. Dal gusto semplice e aspro, coi tannini marcati, è sempre stato considerato, tra i vini delle Langhe, quello per il popolo. Il vitigno è originario del Piemonte e cresce sulle pendici più esposte a mezzogiorno delle colline. Si abbina perfettamente a ogni piatto della cucina tradizionale langarola.
Non è comunque un vino facile da produrre, in quanto la sua acidità e ruvidezza devono essere domate da mani esperte per poter avere un prodotto di alta qualità. Il Barbera d’Alba DOC è una varietà che è stata costantemente migliorata e perfezionata negli ultimi anni, fino a diventare in grado di competere con vini più famosi e blasonati.
Le cantine che abbiamo segnalato offrono tutte delle buone selezioni di questo vino generoso e robusto, da sempre prodotto nella nostra zona. Durante la degustazione consigliamo il classico abbinamento con pane e salumi, in modo da ricreare i sapori popolani della tradizione.
Per approfondire la conoscenza sui vini delle Langhe, si può consultare questa guida preparata da Slowfood:
Barbaresco e Barolo

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